18 novembre 2017

PHILIP K. DICK (PT.8): SIAMO NOI TERRESTRI I VERI ALIENI



Dopo alcuni mesi di pausa, riprendo la mia lettura dell'opera omnia cronologica di Philip K. Dick dal 1962, anno molto produttivo che segna un certo salto di qualità nella produzione di questo fondamentale autore americano della narrativa fantastica, umanistica e speculativa.
Romanzo denso come pochi altri, costruito sulle idee prima che sulla trama, Noi marziani (scritto nel 1962) è tra le pietre miliari di Dick e di tutta la fantascienza sociologica. Manfred è un bambino autistico e, dopo il suicidio del padre, finisce al centro delle attenzioni di Kott, uno dei capi della colonia terrestre su Marte. Kott crede che l'autismo sia una condizione dovuta all'esistenza in un tempo diverso, che isola l'individuo dagli altri (che vivono invece nel tempo comune). Riuscire a comunicare con Manfred significherebbe per Kott prevedere le mosse dei concorrenti, interessati alla speculazione edilizia su Marte. Nella colonia marziana si innescano passioni, rivalità e interessi tra vari personaggi e il romanzo si districa tra diversi punti di vista: Kott, Bohlen (il suo nemico), Jack (ingegnere figlio di Bohlen), lo stesso Manfred (che vive in un non-luogo dai tratti onirici dove tutto è decadente e prossimo alla fine).

27 ottobre 2017

KING: IT (1986), LA VITA ADULTA CHE ATTENDE A FAUCI SPALANCATE



It è uno dei romanzi più famosi di Stephen King, forse quello più famoso in assoluto, diventato di culto anche al di fuori della schiera dei fedeli lettori kinghiani. È impressionante per la sua mole, che colpisce appena lo si adocchia in libreria (1200 pagine più o meno, a seconda delle edizioni), ma anche per il soggetto, la lunga storia di un gruppo di amici chiamato Club dei Perdenti, dall'infanzia (1958) al presente (1985), che fronteggia una creatura informe che assume varie incarnazioni tra cui quella di un clown di nome Pennywise. È luogo comune credere che It sia un romanzo horror, forse persino uno degli archetipi del romanzo horror. Ma la questione non è così banale: leggete il libro fino in fondo e riflettete su quanto segue.
Stimando una proporzione, il 90% di It racconta la vita dei protagonisti, sia da bambini che da adulti, approfondendo le relazioni che instaurano tra di loro e con gli altri. In particolare con il mondo degli adulti (i genitori) e dei coetanei (la ghenga di Henry Bowers) nella parte che riguarda l'infanzia del club dei Perdenti, mentre la carriera e la vita di coppia nella parte adulta della storia. Soltanto un 10% del romanzo ha a che fare con Pennywise e le altre incarnazioni di It, con scene che potremmo far rientrare nel genere thriller, horror e suspance. Da una parte vi sono le vicende dei ragazzi scomparsi o uccisi, narrate più come fatti di cronaca che non come eventi che si svolgono davanti al lettore. Dall'altra i pochi, veloci momenti in cui i protagonisti vedono o incontrano per la prima volta le manifestazioni di It, e non tutte sono "forti" allo stesso modo (qualcuno viene inseguito, ma qualcuno lo contempla soltanto).

9 ottobre 2017

JOE HILL: THE FIREMAN



The Fireman di Joe Hill, ovvero L'uomo del fuoco e L'isola della salvezza nell'infida manovra della Sperling per l'edizione italiana (suddivisa in due volumi e pertanto con costo doppio per il lettore), è un massiccio romanzo di quasi 800 pagine che rientra nel genere post-apocalittico. Una strana spora ha infettato gli esseri umani e il suo effetto è quello di provocare combustione spontanea, uccidendo i portatori infetti. L'infezione è incontrollabile, si diffonde nell'aria tramite la cenere e i fumi, e per questo l'umanità e la civiltà sono al collasso. L'infermiera Harper un brutto giorno scopre di essere infetta oltre che incinta. Suo marito, un fallito sotto molti fronti, impazzisce al punto di attentare alla sua vita. Così lei fugge e viene salvata da un uomo, “il pompiere” (il fireman del titolo), di nome John, piuttosto misterioso e in grado di controllare il fuoco che si annida sotto la sua pelle. Harper trova rifugio, grazie a John, presso una comunità nascosta in mezzo a una foresta, in un ex campeggio estivo. Qui gli infetti riescono a sopravvivere trasformando questa sorta di malattia in un potere che riescono a tenere a bada. Presto però la vita al campo si rivela molto meno rosea di quanto sembri all'inizio: più che una zona libera è una dittatura governata da malsane idee religiose. Poi, la distruzione del campo per mano delle squadre della morte a caccia di infetti, costringe Harper e John (e alcuni altri co-protagonisti) a un'ennesima fuga verso un destino incerto.

2 ottobre 2017

Pillole - LA NEBBIA (THE MIST) STAGIONE 1



Quando ho letto di una nuova serie tv tratta dal racconto La nebbia di Stephen King mi sono detto: che bisogno c'è di rifarlo, dopo l'ottimo film di Frank Darabont (The Mist, 2007)? Già il film andava più in là del breve racconto di King, perciò dov'è il materiale necessario a sostenere una serie tv? La risposta mi è sembrata ovvia: non nella penna di King, di cui è più semplice utilizzare il nome (possbilmente a caratteri belli grandi) e uno spunto, un'idea e dei personaggi da cui partire, per poi lasciare tutto all'inventiva degli sceneggiatori della serie.
Reduci dal disastro di Under The Dome, le sorti di The Mist erano annunciate sin dall'inizio. Da spartire con il materiale kinghiano c'è ben poco: la nebbia del titolo, ma non il suo "contenuto", e qualche nome tra i personaggi principali, ma non il loro carattere o la piega che prende la loro storia. Poco male, potremmo dire, se le idee di chi ha sviluppato la serie fossero state un minimo decenti, originali, interessanti, ma non lo sono, neanche per sbaglio. E' tutto orribile: i personaggi e le loro relazioni (stereotipati, da una parte politically-correct, dall'altra ambigui tanto per essere ambigui), la storia (si parla, si parla, si parla e non succede niente, la trama non prende decisioni se non all'inizio e alla fine), la messa in scena (atmosfera inesistente per non dire ridicola, a cominciare dalla nebbia digitale low-budget), i momenti di splatter (un po' di sangue, proiettili e bastonate qui e là) e di violenza emotiva (conformata al pubblico televisivo, quindi sottoforma di boriosi drammi familiari e adolescenziali).
Coinvolgimento zero: non è La Nebbia, questa è La Noia. Per fortuna in questi giorni è arrivata la notizia che non ci sarà una stagione 2.

24 settembre 2017

STEPHEN KING CONNECTIONS: COLLEGAMENTI TRA LE OPERE (pt.11)


Racconti nell'antologia Quattro dopo mezzanotte (1990)


Il fotocane
- E' ambientato a Castle Rock, la città di La zona morta, Cujo, La metà oscura, Cose preziose, La storia di Lisey e in parte Mucchio d'ossa (e diversi racconti).
- Compaiono lo sceriffo Alan Pangborn (Cose preziose, La metà oscura e citato in Il gioco di Gerald) e Norris Ridgewick (Cose preziose, La storia di Lisey, Il gioco di Gerald).
- Pop Merrill e il suo emporio sono protagonisti di Cose preziose.
- Si parla del cane Cujo.
- Il concetto di dipinti o fotografie che cambiano appare anche nella saga della Torre Nera, in Rose Madder, Duma Key e nei racconti Il virus della strada va a nord e Cyclette.

I langolieri
- Viene nominata La Bottega (The Shop) di L'incendiaria, menzionata anche in L'ombra dello scorpione, Tommyknockers e nella novella La nebbia.
- L'aeroplano attraversa qualcosa di simile alle sottilità che appaiono nella Torre Nera. Inoltre, assistendo alla nascita del mondo il pilota parla di una bellissima rosa che si schiude.

Il poliziotto della biblioteca
- Ardelia è una creatura che si nutre di emozioni come It e Dandelo (La Torre Nera).
- Sam e Naomi appaiono anche in Cose preziose.
- Viene menzionato lo scrittore Paul Sheldon (Misery).

18 settembre 2017

Pillole - TWIN PEAKS: STAGIONE 3 EPISODI 11-18



La stagione evento si è conclusa dopo 18 episodi. Lynch, che ha preteso il controllo totale sul progetto, ci ha dato la sua visione di Twin Peaks a 25 anni di distanza dalla serie originale. In questo lungo tempo è cambiato tutto: la cinematografia di Lynch è molto diversa, le serie tv sono diverse, e anche i personaggi e la cittadina stessa, sulle montagne nello stato di Washington, è ben diversa. Surreale, lento, visionario, libero di molteplici interpretazioni non soltanto a livello visivo ma anche narrativo. E il finale aperto che ovviamente non volevamo, a meno di una quarta stagione che tuttavia non pare molto probabile.
Soffre un po' di eccessiva dispersione e lentezza nella parte centrale, come pure la vecchia serie. Avrei preferito che Cooper si svegliasse prima dal suo stato di ebetismo e che il ritmo degli ultimi tre o quattro episodi fosse distribuito anche su quelli precedenti, almeno nella seconda metà della serie. Come già avevo notato guardando la prima parte della stagione, quello che manca è la magia di un tempo, ciò che rendeva unico Twin Peaks: l'atmosfera rilassante e l'armonia naturale minacciate dalle forze del male, tematica cara alla tradizione americana. In questa serie evento ciò viene sacrificato in nome dell'oscurità, delle radiografie cerebrali dei personaggi che Lynch mette in scena al posto della realtà dei fatti "oggettiva". Un tratto, intendiamoci, che rende l'opera memorabile (come ogni altra opera di Lynch), ma che ci lascia la nostalgia del vero Twin Peaks, che in fondo non era un impero della mente* ma qualcosa di un po' più semplice e diretto (*riferimento a Inland Empire, l'ultimo lungometraggio di Lynch del 2006, elogio dell'assurdo).

10 settembre 2017

STEPHEN KING CONNECTIONS: COLLEGAMENTI TRA LE OPERE (pt.10)


Racconti nell'antologia A volte ritornano (1978)


Jerusalem's Lot
- Ambientato a Salem's Lot prima degli eventi di Le notti di Salem; anche il racconto Il bicchiere della staffa vi ha luogo, e la cittadina è menzionata nella saga della Torre Nera, in Pet Sematary, La zona morta, Shining, Dolores Claiborne, L'acchiappasogni, Unico indizio la luna piena e nella novella Il corpo.

Il bicchiere della staffa
- Ambientato a Salem's Lot dopo gli eventi di Le notti di Salem; anche il racconto Jerusalem's Lot vi ha luogo, e la cittadina è menzionata nella saga della Torre Nera, in Pet Sematary, La zona morta, Shining, Dolores Claiborne, L'acchiappasogni, Unico indizio la luna piena e nella novella Il corpo.

Risacca notturna
- Il virus Captain Trips è quello di L'ombra dello scorpione, citato anche in La sfera del buio.

5 settembre 2017

Pillole - GOTHAM: STAGIONE 3 EPISODI 14-22

 

Eravamo rimasti (a metà stagione) a un cliffanger segnato dal ritorno di Jerome, il proto-Joker, e la sua gang di folli: giusto un paio di episodi e poi ci lasciamo indietro anche questa vicenda, per tornare alla questione del virus Tetch e agli altri volti noti dei cattivi. La seconda metà della stagione 3 di Gotham non regala quanto aspettato ma guadagna un po' di ritmo nel rimettere in gioco vari personaggi: la costellazione di cattivi si fa numerosa e imprevedibile, sebbene resti la sensazione di saperne ancora poco di loro (con le ovvie eccezioni di Pinguino ed Enigmista). Nel finale di stagione Bruce Wayne è vittima di un condizionamento che lo porta alla rivelazione: dovrà diventare il difensore di Gotham. Non indossa ancora il mantello, ma poco ci manca. In città le cose precipitano con la diffusione del virus e un cambio di alleanze nelle fazioni criminose. Alla fine si ricomincia da dove si era partiti: storie quotidiane di ordinaria follia per Gordon e la GCPD che fanno presagire a un nuovo inizio. 
La terza stagione non sfrutta il potenziale del materiale e dei personaggi che ha tra le mani: ci siamo divertiti, sì, ma non siamo del tutto soddisfatti. Perché gli sceneggiatori continuano a rigirare il mestolo in cerchio e assaggiare la zuppa ogni tanto, anziché cominciare a metterla in tavola?

Giudizio:

Leggi anche:
La Torre Nera, il film

21 agosto 2017

STEPHEN KING CONNECTIONS: COLLEGAMENTI TRA LE OPERE (pt.9)



La storia di Lisey (2006)
- Lisey dice che i ricordi sembrano “eventi che accadono a un altro livello della grande torre del tempo”, con riferimento alla Torre Nera. Menziona inoltre un posto chiamato Gilead.
- Appare il numero 19 e le iniziali RD (Roland Deschain).
- Il protagonista, anche se defunto, è uno scrittore, come in Le notti di Salem, Mucchio d'ossa, It, Misery, Shining, La metà oscura, Desperation, Tommyknockers e diversi racconti (Il virus della strada va a nord, 1408, Il word-processor degli dei, La fine del gran casino, Dedica, L'ultimo caso di Umney, Area di sosta, Finestra segreta giardino segreto).
- L'esclamazione “Bool” appare anche in La sfera del buio e Blaze.
- Vengono menzionati i Territori, riferimento sia al romanzo Il talismano che alla saga della Torre (menzionati anche in The dome).
- E' ambientato a Castle Rock, come Cose preziose, La zona morta, La metà oscura, Cujo, La storia di Lisey e in parte Mucchio d'ossa (e diversi racconti).
- La frase a proposito dell'insanità mentale (parte di un poema scritto da King al college) appare anche in Shining, dove Jack si domanda chi possa averla scritta.